dati/statistica

Dati, sempre dati

Me spiego: da li conti che se fanno
seconno le statistiche d’adesso
risurta che te tocca un pollo all’anno:
e, se nun entra nelle spese tue,
t’entra ne la statistica lo stesso
perché c’è un antro che ne magna due.

Trilussa

Ho spesso la sensazione che nel mondo sia in atto una tendenza nuova riguardo ai dati. Mi sembra che crescano le iniziative di condivisione dei dati primari, la consapevolezza dell’importanza di una cultura quantitativa e gli strumenti per rendere le analisi accessibili a tutti. In realtà, mi occupo di dati nel mio lavoro, ho gironzolato sempre intorno alla statistica, e in questi ultimi 4 anni mi sono ritrovato a impararla un po’ più sul serio. Intendo la statistica vera, non solo quei rudimenti di probabilità che imparano i fisici. Quindi non ci sarebbe alcuna nuova tendenza, sono semplicemente io che ci faccio più caso.

Ma anche facendo la tara sulla mia maggiore attenzione al soggetto, continuo a ritenere che ci sia un reale movimento. Non è da sempre che si parla di data-driven journalism, e solo nel 2010 le Nazioni Unite hanno celebrato la prima Giornata Mondiale della Statistica (il 20 ottobre è stata la seconda, celebrata in Italia dall’Istat). Direi che, banalmente, è un effetto secondario della diffusione della rete.

Eppure mentre in questi anni cresceva il mio interesse nei confronti dell’argomento, mi accorgevo anche del diffuso pregiudizio negativo nei confronti della materia. In parte è quello spiegato dalla poesia citata sopra. Ma c’è un altro atteggiamento, il quale ritiene la statistica una cosa arida, e che chi la studia o applica sia solo in grado di macinare numeri con Excel. Poi c’è l’atteggiamento dei fisici (che raccoglie entrambi), per i quali se hai bisogno della statistica per analizzare i tuoi risultati, vuol dire 1) hai sbagliato l’esperimento oppure 2) stai lavorando coi neutrini. O entrambi.

Sull’atteggiamento dei fisici verso la statistica ci sarebbe molto da dire, e magari ne riparliamo. Qui voglio solo concludere osservando come stia venendo fuori un altro sinonimo, forse proprio per evitare il pregiudizio di cui sopra. “Data-scientist” al posto di “statistico”. Un po’ come “criticità” al posto di “inefficienza”, “incapacità” o “disastro”. Suona piu’ professionale.

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