ambiente/dati

LCA questo illustre sconosciuto

Questo e’ un post preliminare ad una serie di almeno atri tre il cui “trait d’union” sara’ l’abbattimento di emissioni di anidride carbonica dovuto al trasporto privato nelle aree urbane.
Qui descrivero’ brevemente come si valuta l’impatto ambientale di una nuova tecnologia.
Facciamo un piccolo esercizio numerico. Supponiamo che installando un pannello solare sopra il tetto di una automobile si riesca ad ottenere un taglio  di 2 g/Km delle emissioni di CO2. Se consideriamo ottimisticamente che la vita media di un auto sia di  200mila Km,  l’uso del pannello solare porterebbe ad un riduzione di  4 Tonnellate di CO2 per ogni veicolo/pannello.  A prima vista ridurremo  l’impatto ambientale del nostro veicolo. Ma e’  veramente cosi’? Proviamo ad aggiungere qualche dato facendo uno studio del ciclo di vita  o life cycle assessment (LCA) del nostro pannello solare.
 Supponiamo, cosi’ tanto per mettere qualche numero, che raccolta della materia prima, lavorazione e successivo smaltimento del pannello generino 4 Tonnellate di CO2 per pannello. Vediamo quindi che le 4 tonnellate di CO2 “risparmiate” su strada  vengono “annullate” dalle 4 Tonnellate emesse in fase di produzione e smaltimento del pannelo stesso.
Nel nostro piccolo esempio, se  consideriamo quindi la vita del prodotto dalla nascita alla morte, il pannello solare si rivela quindi una soluzione “neutra” dal punto di vista delle emissioni.
La morale? Quantificare i benifici ambientali di una nuova tecnologia e’ una faccenda lunga e complicata.
A questo punto uno potrebbe domandarsi cosa succede nel caso dei biocarburanti o delle auto a idrogeno. La risposta nei prossimi post.
p.s. l’esempio del pannello solare non e’ preso completamente a caso ( i numeri si’). L’attuale direttiva EU che limita le emissioni di CO2 dei veicoli passeggeri garantisce “crediti” di CO2 ai produttori che installano sul loro prodotto una ECO innovation. Il pannello solare ha tutte le carte in regola per essere una di queste ECO innovations.
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2 thoughts on “LCA questo illustre sconosciuto

  1. Spostare il consumo di energia da carburanti fossili ad “altro” (segliete voi cosa) richiedera’ un investimento in infrastutture dai costi enormi, anche e soprattutto in termini di CO2

    CI sono voluto circa settanta (70) anni per mettere a punto l’ attuale sistema di distribuzione di idrocarburi (gas + petrolio). A meno di non trovare un modo di produrre energia “al volo”, localmente e quando meglio ci piace, il problema infrastrutture incidera’ molto sul futuro energetico.

    L’ idea delle “rinnovabili” come soluzione finale e’ spesso un modo per non guardare in faccia la scala del problema che e’ immenso, pari solo all’ ignoranza dei piu’ che devono affrontarlo

  2. Concordo. L’infrastruttura per distribuire l’energia’ e’ di fatto il problema cruciale sia per l’adozione di nuove fonti di energia sia per l’adozione di nuove forme di trasporto privato. Di fatto e’ il principale ostacolo alla diffusione dell’auto elettrica.
    Tutto cio’ si ripercuote comunque anche nell’adozione di tecnologie piu’ semplici tipo combustibili alternativi. Basti contare il numero di distributori di metano in italia che sono pochissimi rispetto ai distributori “tradizionali”.

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