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Usi e costumi

Cominciamo le trasmissioni del nuovo anno con un paio di aggiornamenti dalla Svizzera.

Da quando la crisi sta mettendo a dura prova l’economia, il franco svizzero è diventato un bene rifugio. Questo ha fatto salire di molto la sua quotazione sull’euro e sul dollaro, penalizzando le esportazioni svizzere. Per questo motivo, la scorsa estate la Banca Centrale Svizzera ha bloccato il tasso di cambio evitando ulteriori impennate del franco. Negli ultimi giorni però è venuto fuori che la famiglia del presidente, Philipp Hildebrand, ha effettuato un po’ di operazioni di cambio franco-dollaro molto vantaggiose, alcune proprio a ridosso della decisione di bloccare il cambio. In particolare sarebbe stata la moglie a effettuare queste operazioni. Lei si difende dicendo di non aver avuto informazioni privilegiate, ma semplicemente operato sulla base della sua esperienza dei mercati finanziari. Inoltre, avendo una galleria d’arte che lavora anche sul mercato statunitense ed essendo cittadina sia svizzera sia americana, non le si può certo impedire di cambiare franchi in dollari. A quanto pare il marito non si dimetterà, non essendo obbligato a farlo. So far, so good. Anche se fa sempre un certo effetto vedere queste cose accadere nella irreprensibile svizzera.

Non ha avuto la stessa fortuna qualche mese fa Michael Perler, il capo della Polizia Giudiziaria federale. Quando si è saputo che la sua nuova compagna (istruttrice di sci in Engadina e dipendente di una società di trading) lo aveva accompagnato in un viaggio di lavoro, è stato messo in aspettativa in quanto avrebbe messo a rischio la sicurezza della Confederazione. Già, perché la donna in questione è russa. Se fosse stata una spia? E poi stavano da troppo poco tempo insieme, solo cinque mesi. Tra l’altro, consapevole della sua posizione, aveva controllato chi fosse costei prima di intraprendere una relazione. Ma questo non lo ha salvato dalla rimozione, anzi, è stato criticato proprio per questo. Chiaramente non ci sono affatto prove che lei sia una spia, né che Michael Perler le abbia rivelato alcuna informazione sensibile. Un tribunale federale si pronuncerà in futuro sulla cosa.

Ho chiesto a qualche collega se poteva spiegarmi perché lo avessero rimosso, ricevendo in risposta la frase sprezzante “Forse in Italia è normale, qui no di certo”, ma non mi hanno spiegato perché. Ho fatto notare che al contrario Hildebrand non si dimetterà, e mi è stato risposto che “neanche Berlusconi si è dimesso”. Vuoi vedere che B. diventa un modello di comportamento da questa parte del confine?

Per finire: tra qualche settimana gli svizzeri saranno chiamati a votare per un referendum su un’iniziativa popolare che mira a introdurre nella Costituzione il diritto a sei settimane di ferie per tutti. Pare che non abbia alcuna speranza di passare.

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One thought on “Usi e costumi

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