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Reinventare la ruota

Il naufragio della nave Concordia, lo scorso 13 gennaio, mi aveva messo in testa una curiosità. Come saprete la nave, che pesa oltre centomila tonnellate, andava piuttosto veloce quando ha urtato il fondale. Nell’urto deve essersi dissipata un bel po’ di energia, pensavo io, memore dei miei studi universitari. E infatti nelle scorse settimane i sommozzatori che si sono immersi nel punto di impatto hanno trovato delle lunghe strisce d’acciaio che sono state letteralmente strappate via dallo scafo. Ma non poteva essere stata dissipata tutta l’energia solo per strappare e piegare l’acciaio. Così ho pensato di controllare se c’erano dei movimenti del suolo registrati dai sismografi della zona. Contatto un mio compagno di studi, sismologo, che mi dà sempre grosse soddisfazioni quando gli chiedo una consulenza. In un rapido scambio di mail, mi indirizza alla mappa delle stazioni sismiche. Troviamo che la stazione più vicina all’isola del Giglio è al Monte Argentario, seguita da quella di Castiglione della Pescaia.

Scarichiamo i dati della stazione MAON (Monte Argentario) dal database e guardiamo un po’ le tracce. A prima vista, nulla di rilevante intorno all’ora dell’impatto (circa 21:40 ora italiana, 20:40 nel grafico sotto).

Nulla di rilevante, pare. Proviamo a filtrare.

Ecco il profilo della traccia dopo l’operazione di filtro del rumore.

Sembra che ci sia qualcosa, ma poco significativo. Addirittura c’è un picco forte prima della 20:20. Forse soltanto rumore. Ma perché stiamo guardando questa traccia? Questa rileva i movimenti verticali del suolo. Proviamo a vedere le altre, l’impatto d’altra parte è stato di sicuro in orizzontale. Ecco le tracce N ed E (ovvero i movimenti del suolo in direzione Nord-Sud ed Est-Ovest).

Tracce Est-Ovest (in rosa) e Nord-Sud (in giallo). Qualche segnale sembra esserci intorno alle 20:45 (21:45 ora italiana).

Qui sembra esserci qualcosa, una serie di picchi tra le 21:40 e le 21:50, in particolare sulla componente N (traccia gialla). Bene. Filtro!

Non ci sono dubbi, è l’impatto della nave sul fondale! Il primo alle 21:42 circa (20:40 nel grafico), poi, a quanto pare, una serie di altri impatti, una volta che la nave era alla deriva. Certo, per essere sicuri bisognerebbe vedere i segnali dalle altre stazioni, individuare l’origine calcolando i diversi tempi di arrivo delle onde sismiche alle stazioni a diversa distanza. Inoltre, cosa sono i segnali prima dell’incidente? Perchè c’è quella forma affusolata sulla traccia gialla tra le 20:30 e le 20:40? Molte cose andrebbero verificate, però è un buon punto di partenza. E qui si arriva alla due diligence, ovvero quell’attività di indagine che serve a controllare come stanno le cose. In questo caso, se c’è qualcuno che ha già fatto le stesse osservazioni. Nel 2012, questo si traduce quasi sempre in “cerca su Google”. Nel caso specifico il mio collega conosce l’ambiente, così controlla se una sua conoscenza, autorità in materia, ha avuto la stessa idea. E infatti, scopriamo che il sismologo in questione si è già occupato della cosa, con un’analisi ben più approfondita. D’altronde, come dicevo, ha esperienza. Sua è anche l’individuazione della scossa che percorse l’Italia la sera del 9 luglio del 2006, quando l’Italia vinse i Mondiali (Paolo Rumiz lo incontrò in uno dei suoi viaggi per l’Italia, qui il suo racconto).

Semplificando molto: un tempo se qualcuno aveva una curiosità scientifica cominciava a lavorarci, e piano piano scopriva cosa si sapeva già dell’argomento, chi erano gli esperti, cosa rimaneva da capire. Oggi invece, come accennavo, si vede su Google se la cosa è già stata fatta e poi ci si regola.

Il non seguire la via standard, per una volta, ci ha regalato l’emozione di una piccola scoperta.

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3 thoughts on “Reinventare la ruota

  1. Grazie per il link e vi assicuro che nella professione di ricercatore capita sempre che le buone idee non vengano mai sole. Passo molto del mio tempo a consolare dottorandi convinti di partecipare ad una corsa podistica che si dispiacciono perchè l’idea che credevano fosse originale è appena stata pubblicata il mese prima. Cerco di fargi capire, al contrario, che l’idea era ottima proprio perchè condivisa. Il genio solitario convinto di avere trovato il modo di curare il cancro o prevedere i terremoti di solito non ha scoperto nulla: se era una idea valida qualcun altro avrebbe dovuto averela insieme a lui. In sismologia, l’esempio più famoso è quella che chiamiamo legge di Gutenberg-Richter: la scoprirono 6 anni prima i giapponesi Ishimoto ed Iida, ma erano gli anni della II guerra mondiale, e gli americani non leggevano certo le riviste giapponesi. Vinta la guerra, preso il merito della scoperta. Oggi le idee viaggiano talmente veloci che passano solo giorni prima che una idea venga diffusa, confrontata e confutata, ma il meccanismo è lo stesso.
    Vi saluto e vi linko.

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