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Beato te che vivi all’estero!

Chi ha lasciato l’Italia si sente spesso ripetere la frase del titolo, a volte sincera, altre forse no. Se però la suddetta frase viene da chi all’estero ci è al massimo andato in vacanza, nella testa di chi ascolta può passare velocissimamente un pensiero del tipo: “Ma tu che ne sai?”.

NeapelStrasse

via Napoli, da qualche parte

Mi è molto piaciuto quindi il post di Sara Rosso, californiana che vive in Italia da 9 anni. Molti di quelli che vivono all’estero si ritroveranno in una o più situazioni tra quelle descritte, e potrebbero aggiungerne altre.

Come spiega l’autrice, non parla di USA vs. Italia, né tantomeno di americani vs. italiani o “noi” vs. “loro”. Io però l’ho trovato interessante anche perché risponde automaticamente all’idea che vorrebbe le difficoltà della vita all’estero legate al fatto che “si sa, i tedeschi (o francesi, inglesi, svizzeri, statunitensi…) non sono socievoli come noi italiani” e poi “vuoi mettere come si mangia in Germania (Francia, Inghilterra, Svizzera, USA…) rispetto all’Italia”.

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9 thoughts on “Beato te che vivi all’estero!

  1. Condivido.
    Anche se sembra una frivolezza, l’ accento e’ un problema che sento in modo vivo. Non nascondo che all’ inizio poteva essere una strategia per attaccare conversazione (in qualche modo ci ho trovato pure moglie…), ma ora inizia a pesare… e’ quell’ aspetto che mi ricorda che, per quanti sforzi possa fare, saro’ visto sempre come straniero.

    Comunque “l’ estero” in Italia e’ ancora visto come una specie di “metaluogo” in cui gli Italiani riversano una certa visione schizofrenica della realta : “all’ estero tutto funziona, ma vuoi mettere come si sta bene in Italia…:”

  2. Vero, c’è un atteggiamento schizofrenico nei confronti dell’estero. D’altronde mi chiedo se non siano anche gli stranieri ad avere nei confronti dell’Italia lo stesso atteggiamento. Grande capacità di godersi la vita, ma, in fondo, quanti verrebbero a viverci? E non lo limiterei solo all’Italia.
    Segnalo qui un’altro paio di discussioni collegate su cui sono capitato di recente.

    Gianluca Briguglia ha commentato di recente sul come il trasferirsi all’estero oggi è cambiato rispetto a quando gli italiani emigravano negli anni 60.

    Dario Di Vico si spinge a pensare che la nuova classe dirigente sia da prendere tra chi ha passato del tempo fuori. La motivazione è condivisibile, “Un’esperienza all’estero serve a ridurre il tasso di politicizzazione che contraddistingue la visione del mondo delle nostre élite. Negli altri Paesi le decisioni pubbliche vengono interpretate sempre e comunque come pure scelte di problem solving, esiste uno specifico tecnico-istituzionale che non si identifica con le mosse dei partiti.”. Mi risulta meno chiaro invece come si potrebbe attuare.
    Su la Lettura del Corriere,
    ripreso poi dal Post.

    • Ho letto anche io quell’ articolo di Vico e non sono d’accordo. Ormai si fa una confusione incredibile tra migrazione vera (i.e. adulti, gia’ formati che trovano lavoro fuori), con momentanea permanenza per ragioni di formazione ( dottorandi, post-doc, etc…). E non e’ detto che una persona che appartenga ad una delle due categorie sia necessariamente adatta a ricoprire posizioni in Italia…

      In Africa le elite spesso studiano in Europa o in USA, per poi tornare nei loro paese con diplomi e tutto il resto… pero’ poi spesso la formazione che hanno ricevuto non e’ adatta a risolvere i complessi problemi del loro paese di provenienza. “L’ estero” aiuta ad aprire la mente ma indebolisce gli anticorpi contro “l’ italianita”, rendendo il migrante una categoria suscettibile a crolli nervosi al suo rientro sul suolo natio 🙂

      • Qui però non parliamo di chi è andato all’estero a prendere un diploma (dopotutto l’Italia forma ancora dei giovani preparati bla bla bla…), ma di chi ha fatto un’esperienza che definirei disintossicante. Io da tempo sono convinto che fino a quando il nostro paese sarà governato da gente che era in circolazione già negli anni 70, non cambierà mai, ma questa forse è un’altra storia.

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